ESCLUSIVA-PILLEDDU: “Sono sicuro che i tifosi risponderanno presente. Il mio rammarico? Non aver portato la Nocerina in B”

Una delle tante figurine di Pilleddu che circolavano a Nocera
Una delle tante figurine di Pilleddu che circolavano a Nocera

Come prima intervista sul nostro portale abbiamo deciso di contattare l’ex bomber della Nocerina e idolo della curva Corrado Pilleddu detto “Bobo classe 1967. Ha vestito la maglia rossonera dal 1999 a gennaio 2002 collezionando 74 presenze e 21 gol. Tra i professionisti oltre alla Nocerina ha vestito le maglie di Ponsacco, Arezzo (quello di Serse Cosmi), Foggia, Sambendettese, Latina ed Olbia. Queste le sue parole rilasciate in esclusiva al nostro sito.

Quest’anno durante il periodo estivo ha visitato anche Nocera. Come è stato il soggiorno e se i tifosi l’hanno riconosciuta?
“Si quest’anno sono venuto a Nocera così come lo scorso anno per salutare gli amici. Fortunatamente visto che avevo più tempo rispetto agli altri anni sono rimasto qualche giorno in più. Grazie all’invito di alcuni miei amici che non avevo avuto la fortuna di incontrarli l’anno passato, ho colto l’occasione ed ho visto tante persone. I tifosi mi hanno riconosciuto anche se non ho vinto campionati e lasciato chissà quale segno. E’ stato un soggiorno piacevole”.

Che sensazioni ha avuto stando a Nocera?
“Naturalmente la piazza è triste e delusa visto che la Nocerina si appresta a disputare il campionato d’ Eccellenza. E’ chiaro che non poter vedere il nome ufficiale non è una cosa bella, però voglio ricordare che molte squadre sono passate da questa procedura. Basti pensare ad una squadra blasonata come la Fiorentina che per un anno si chiamò Florentia Viola. Sarà un fatto temporaneo, l’importante che i colori rossoneri vadano in campo e che siano onorati dalla prima all’ultima giornata. In questo momento è importante restare vicini alla squadra per poter ritornare quanto prima nelle categorie che compete ad una piazza come Nocera”.

E’ stata fatta una campagna acquisti per vincere il campionato. Secondo lei quale può essere l’elemento fondamentale per riportare la gente allo stadio?
“Non credo che bisogna riportare la gente allo stadio perché conoscendoli sono sicuro che alla prima di campionato, anche visto la campagna acquisti, ci saranno almeno 4 mila persone. E’ stato fatto un ottimo lavoro a livello societario, adesso bisogna mantenere un po’ di equilibrio in modo da far amalgamare un po’ la squadra e fare un ottimo campionato. Sono convinto che il pubblico sarà l’arma in più”.

Che ricordi ha del tifo molosso nei suoi anni a Nocera? Ha qualche aneddoto particolare da raccontare?
“I ricordi del tifo molosso ce l’ho sia da avversario che a favore. Ero già venuto a Nocera con la maglia del Foggia dove vincemmo per 1-0. Già all’epoca avevo visto uno stadio bello e pieno di gente. I ricordi sono buoni anche se ci sono stati momenti difficili dove a volte stare calmi e giocare tranquilli non era facile e ci voleva molta pazienza. Il rammarico mio a Nocera e di non essere riuscito a portare la squadra in Serie B perché era questo l’obiettivo. Per me sarebbe stato motivo di grande orgoglio a 32 anni riportarla in quella categoria dopo molti anni. Purtroppo ci furono delle vicissitudini e qualche problema che ci impedirono di giocare al meglio delle nostre possibilità. Però il ricordo resta molto bello”.

Qual è invece la rete che ricorda con più piacere con la maglia della Nocerina?
“La rete che ricordo con più affetto è quella contro l’Avellino dove vincemmo in notturna al Partenio. La gara fu trasmessa su Raisport, pioveva e c’erano tantissimi tifosi al seguito. Fu davvero un bel gol”.

Nella sua seconda stagione arrivò una clamorosa retrocessione. Cos’è che non andò in quell’anno?
“In quell’anno la squadra mancava di esperienza e forse in qualche elemento specialmente nei giovani c’era un pizzico di presunzione che ha fatto si che in un periodo del campionato specialmente a metà anno, dopo una discreta partenza, raccogliemmo pochi punti. La situazione era difficile e i tifosi incominciarono naturalmente a contestarci. L’errore di quell’anno fu che ringiovanendo e risparmiando si sarebbe pensato lo stesso di fare un buon campionato e invece alla fine fu veramente dura specialmente dopo la retrocessione. La tifoseria giustamente non la prese bene e molti giocatori andarono via da Nocera. L’anno dopo fummo ripescati però poi a gennaio andai via dopo un periodo molto difficile”.

Si sta sentendo ancora con i suoi compagni dell’epoca?
“Sono in contatto ancora con diversi compagni di quegli anni, in particolare con Ciardiello, Criscuolo, Esposito, Graziano Nocera, Barbera, Giuliano ed Avallone”.

La passata stagione ha allenato la Figenpa. Quest’anno invece?
“Lo scorso anno ero alla Figenpa dove mi occupavo della prima squadra in Prima Categoria e gli allievi, però a fine anno la società ha chiuso i battenti. Ho ricevuto qualche offerta però non mi interessava sia economicamente che come stimolo. Sto aspettando una chiamata che mi faccia allenare da qualche parte.

Chiudiamo con un saluto al popolo rossonero
“Voglio mandare un grosso in bocco al lupo ai tifosi molossi augurandogli presto di ritornare nel calcio professionistico e magari un giorno spero di avere la fortuna di poterla allenare”.